domenica 21 aprile 2013

Di cosa avrei voluto fare da grande e altra pasta rigata

non lo so. oggi è stata la giornata più dura degli ultimi mesi, perché quello di cui avevo più paura, crollare, si è avverato. ho realizzato di come non voglia tornare a roma, di come non sappia più cosa fare della mia vita, perché da quando mi sono laureata sono al completo sbando. curricula che non si caga nessuno, nessuna opportunità nel mio campo (che poi, diciamocelo, io avrei voluto insegnare, se non avesse comportato altri 2000 euro l'anno di spese per il tfa, per poi finire in graduatoria come altri milioni di ragazzi come me), nemmeno in altri campi. ho studiato con passione, perché studiare alla fine è quello che mi realizza veramente, sono stata ripagata accademicamente, ma poi sono stata buttata in pasto a questa Italia, che di gioventù non ne vuole proprio sapere (vedasi napolitano again and again, 88 anni di salute). e l'unica cosa che mi viene in mente è "Non lo so". la mia vita è diventata un grande punto interrogativo. se non fosse per gli affetti consolidati, che perderò, almeno quotidianamente, se dovessi tornare a roma. e allora bella merda. tento di inventarmi qualcosa, tento di dirmi "vivi alla giornata, ti prego, non farti prendere dalla tachicardia" (è pur vero che oggi ho bevuto 4 caffè), e invece niente, io sono nata programmatrice (e non informatica, magari, avrei un lavoro a quest'ora), io se non programmo la mia settimana implodo, il mio mese muoio, le mie vacanze il dramma, non sono fatta per il carpe diem, non c'è niente da fare. io voglio programmare le mie giornate, perché voglio dare del mio meglio in ogni cosa, le improvvisazioni non sono fatte per me. e invece questa vita, quella del precario giovane italiano, è fatta di scadenze, di rinnovi neanche di anno in anno, ma di mese in mese: un giorno vivi qui, l'altro giorno vivi là, e guai ad affezionarti alla città, alla gente, perché tanto mica ti ci lasciamo là, dai che si cambia. e io sinceramente mi sono rotta il cazzo di cambiare. e non so neanche cosa fare. non lo so.

venerdì 30 novembre 2012

dell’amore non sa niente, di me che tremavo di paura e allora aprivo le finestre per vedere cosa c’era.

venerdì 3 giugno 2011

cristo se ne è passato di tempo da l'ultima volta in cui son passata di qui. sono stata effettivamente assorbita dagli eventi, il trasloco e il primo esame, sì. eppure mi ritrovo oggi qui, in una città che non è più mia, a dover scrivere di nuovo in questo blog, chiedendomi chi sono e che ci faccio con me. il bello è che neanche , è ancora casa mia.

sabato 1 gennaio 2011

Avevo voglia di scriverti qualcosa, a te che leggi, ogni tanto, qui, lo so. Avevo voglia di scriverti quanto mi rendi felice, quanto apprezzi i tuoi sforzi a non urlarmi contro quando me la prendo con te più del dovuto; quanto l'averti accanto ogni giorno, come questo, mi dia forza in questo periodo di incertezze, per me. Per me che sono debole come la più piccola creatura dell'universo, insignificante, ma che tenta tutto l'anno di far la dura, di sapere come il mondo gira e come la vita funziona. e invece no, non so niente, ogni tanto mi prendono questi attacchi di panico, questi "e ora?", mentre tu lì, mi guardi, in silenzio, e aspetti che mi tranquillizzi, che passi. senza lamentarti, mai. e io solo a pensare tutto questo non posso far a meno di piangere, perché tu sei qui con me, in ogni senso, non ti preoccupi del futuro, per te basto io e poco altro, nonostante io sia una persona fastidiosa, piagnucolona, acida e nervosa. tu ci sei. e io ci sono sempre, per te. anche se sono fastidiosa, piagnucolona, acida e nervosa, guardami negli occhi, tienimi con te, un giorno smetterò di essere così. vorrei tanto essere io, la persona che sei tu per me.

venerdì 31 dicembre 2010

a me non m'accontenta manco er padreterno.

mercoledì 10 novembre 2010

non c'è niente da fare, ogni tanto mi torna, mi sento inutile, un peso, al di fuori della vita di tutti. diversa. che ci faccio io.

martedì 9 novembre 2010